Michelangelo Galliani, classe 1970, originario di Montecchio dell’Emilia, è da sempre dedito alla scultura. Già giovanissimo ha iniziato a travasare il suo sapere nella creazione. Il marmo ed il piombo sono i complementari della sua ricerca. Egli pazientemente corrompe la staticità del materiale plasmandolo con perizia nell’attesa che dal nucleo della materia affiori la forma, elimina tutto ciò che è superfluo giungendo all’essenziale. La metamoforsi del marmo si compie elevandosi in tutta la sua purezza, facendo emergere corpi e volti estatici, memori della loro condizione di deità, assurti a simbolo della perduta bellezza del mondo. Tuttavia il desiderio dell’artista dall’estasi della perfezione si è esteso alla contaminazione dei materiali, sperimentando assieme alla durezza del marmo inciso la duttilità del piombo, dando origine a sculture che indagano la possibilità di interazione tra materiali, creando nuove simmetrie visive. Nell’opera presentata in mostra, “Col tempo”, 2016, realizzata in piombo e cera, possiamo cogliere il progetto ultimo dell’artista.
I materiali usati già ne prefigurano la trasformazione: con una forzata accelerazione della disintegrazione della materia, Galliani pone all’interno del cuscino di piombo una resistenza. Essa andrà a liquefare la preziosa reliquia su di esso appoggiata, una delicata testa di cera. Da sempre affascinato dalla bellezza, ora ne rappresentà la caducità, ne considera la fragilità e l’inevitabile estinguimento. Allo splendore iniziale si sostituisce lentamente il deterioramento, i tratti diventano incerti sino a scomparire, la forma si dissolve, torna all’informe. Ci si dimentica della bellezza, tutto ciò che vi era prima è cancellato. Rimane solo il silenzio, dopo.
ABITARE IL CONTEMPORANEO, Beel,Dorland,Floreani,Galliani, maggio 2010
LA NOTTE DEI SANTI, Omar e Michelangelo Galliani, febbraio 2010
JE T’ AIME,Caruso,Delfino,Elsener,Galletta,Galliani,Groppi,Marcali, magg2016